Prendete la strada statale 387, direzione Dolianova. Superate le indicazioni per Dolianova e anche quelle per Serdiana. Proseguendo vi troverete davanti un incrocio con le indicazioni per arrivare a Ussana e Monastir a sinistra e Serdiana a destra. A quel punto aguzzate la vista perché subito dopo, al chilometro 22, sulla sinistra c’è un’uscita con un enorme cartello “PARACADUTISTI“.
Infilatevici prontamente, perché lì c’è Is Paulis. Proseguite lungo la strada sino al cartello “Zona addestramento cani da caccia e da cinghiali“, lì voltate a destra.
Nonostante l’apparente assurdità delle indicazioni, siete appena arrivati dove si terrà un festival letterario, e per la precisione Passaggi per il bosco. Fra l’altro vi consigliamo, se potete, di arrivare prima che tramonti il sole, perché dal padiglione di Is Paulis in cui si terranno buona parte delle presentazioni e degli spettacoli si gode un tramonto spettacolare che merita davvero di esser visto.
Detto questo, il programma della serata è il seguente.

Vanni Santoni legge Gli Interessi in come al Simposio, Roma - foto di Scrittori precari
h. 19.00 :: LIBRERIA MIELEAMARO – Cagliari :: Vanni Santoni, Gli interessi in comune (Feltrinelli) – introducono Giovanni Curreli e Roberta Ragona
h. 21.00 :: IS PAULIS – Serdiana :: Buffet (10 euro a persona)
h. 22.00 :: IS PAULIS – Serdiana:: Passare al bosco: sì ma come? mescolanze opificiste tra Ernst Jünger e Carmelo Bene
h. 23.00 :: IS PAULIS – Serdiana :: Finger Food. Parole Note e Buffet con Gustavo Pratt (alias Paolo Maccioni), Scrittori à la carte (Aìsara) e Gianni Zanata, Prestami una vita (Edizionirebus) – letture di Elio Turno Arthemalle e musiche di Nicola Cossu
h. 24.00 :: IS PAULIS – Serdiana :: Angolo T di e con Simone Rossi e Enrica Camporesi
Nell’attesa di stasera, ecco quello che ha scritto Simone Rossi per Passaggi per il bosco.
***
preambolo T
ovvero
Perché in un bosco invece che a Borca
Sante Plachesi detto Über fa il pompiere e ha l’hobby della scherma medievale.
“Tranquillo”, mi dice. “Quest’anno lo tengo io Simoncino. Ci mancherai”.
Über ha una chiave di basso tatuata sulla spalla sinistra, ascolta un sacco di fusion e pensa che di Jaco
Pastorious non ce ne sia mai abbastanza.
Anche voi mi mancherete, gli dico.
In verità, in verità vi dico: mi mancherà soprattutto Simoncino.
Salve, mi chiamo simone, scrivo il mio nome con la minuscola, ogni tanto mi sento gesucristo e questa è
la noiosissima storia della mia vita: facciamo finta che sia un racconto, così posso inventarmi le cose. Il
nome del pompiere bassista era inventato, per dire. Simoncino è vero.
Simoncino è un ragazzo down, nel senso di Sindrome di Down. Ha quasi 21 anni, è biondo e gli piace
Gianni Morandi. Da dieci anni io e Simoncino e altre cento persone e un prete andiamo a fare un campo di
condivisione a Borca di Cadore, un posto vicino a Cortina in cui l’altro giorno una frana ha sventrato una
casa con una famiglia dentro. E’ una cosa molto parrocchiale, il campo di Borca.
Magari il mio rapporto con Dio, la religione, i preti, la parrocchia, il coro della parrocchia, le feste della
parrocchia, gli amici della parrocchia, i genitori, le figlie, le figlie dei catechisti, le suore, la maestra, Edipo e
tutti gli angeli in colonna, magari la mia infanzia la svisceriamo un’altra volta. I primi dieci giorni di agosto,
ogni anno da dieci anni, io vado dieci giorni in vacanza con un gruppo di disabili. A Borca.
A Borca ho limonato con:
- Tatiana. Io avevo sedici anni, lei diciannove. Si era appena diplomata al classico con sessanta
sessantesimi. Io ascoltavo i Korn e avevo i capelli a spazzola tirati su anche di dietro. La sera del 9 agosto
1998 io e la Tatiana ci chiudiamo in bagno. Io la guardo e riesco a dirle senza balbettare: Non pentirti di una
cosa che hai fatto, se mentre la facevi eri felice. Lei mi dice che la devo smettere di dire ’ste cazzate, poi mi
prende la testa tra le mani e mi mette la lingua in bocca. Mi mangia il labbro di sotto. E’ stato il bacio più
bello della mia vita (era il secondo. Giada, l’anno prima, aveva i baffi). Oggi Tatiana ha un marito e
probabilmente una figlia, o un maschio, boh, non la sento più.
- Due cameriere di cui non ricordo il nome, in due sere distinte, in dieci giorni. Era un anno che
facevamo i falò in riva al fiume con le cameriere dell’albergo, io suonavo la chitarra, figurarsi.
- Giulia.
- Michela: l’edizione 2006 ci ha visti addirittura fidanzati. Ora io non è che io possa parlare della mia ex,
tra l’altro ogni tanto penso a una canzone e due giorni dopo lei me la mette su Facebook, tutto è molto
telepatico e facilmente banalizzabile a leggerlo da fuori (sì, ho appena detto la parola Facebook), e poi
sicuramente queste righe finiranno sotto i suoi occhi e lei è lì che legge, ah ah! ciao Miky! Come stai? Sei lì
che ti chiedi: chissà cosa scriverà, chissà come sta, chissà se tu ci vai a Borca, Michela, nemmeno a te ti
sento più, forse è questo il motivo per cui non vado a Borca quest’anno: cosa ci vado a fare se non riesco
più a stare bene in un posto che ha rappresentato così tanto per la mia – come dire – formazione?
“Forse è proprio perché si è chiusa una fase, stellina. Oltre tutto, ti ha appena lasciato la morosa”.
Questa sì che è difficile da scrivere. Enrica e io siamo quelli che fanno Angolo T, salve. Abbiamo vissuto
(siamo vissuti?) insieme per un anno e mezzo, abbiamo avuto un gatto e ci siamo detti Ti Amo guardandoci
negli occhi, poi lei è andata a Venezia e io no, e dalla settimana scorsa non stiamo più insieme, è un po’
difficile da spiegare, però siamo qua e facciamo Angolo T, salve.
Lei legge, io scrivo.
Io suono, lei recita.
Oh, ma che carini.
Già.
E state insieme?
Stavamo.
Ah.
Angolo T: ho scritto un racconto e lei l’ha letto e io ho suonato e lei ha recitato, e adesso è un piccolo
spettacolo teatrale, oh, ma che carini. Già, l’avevi già detto. Adesso ti facciamo vedere Angolo T, che la vita
di simone rossi dopo un po’ è una noia mortale.
Angolo T, tra l’altro, se lo leggi al contrario diventa Tologna, come Bologna con la B.
Infatti in una radio di Bologna c’è un programma che si chiama Angolo B.
Però non c’entra niente.
E insomma, avevo poche ferie e dovevo scegliere tra andare per l’undicesimo anno a Borca o per la
prima volta in Sardegna. A un festival di letteratura. In mezzo a un bosco. Organizzato da un amico che si
chiama Simone pure lui, però con la maiuscola, tra l’altro io e Simone ci siamo conosciuti a Bologna
parlando di una radio, pensa te le coincidenze, e allora ho deciso di venire a Passaggi per il Bosco, con
l’Enrica, invece di andare a Borca. Vediamo come va.
L’ultima volta che sono andato in un posto per vedere come andava sono finito ad Addis Abeba. Poi
sono tornato a casa e ho scritto un libro, si chiama La luna è girata strana, ma Neil Armstrong non c’entra
niente.
Adesso, però, facciamo Angolo T.
Davvero.
No, un’ultima cosa: volevo salutare la redazione di Finzioni, il nonno Tonino,
e ricordarvi che Bob Dylan è morto quella volta lì dell’incidente in moto (era il 29 luglio 1966, fanno 43 anni
mercoledì prossimo). Dopo Blonde on Blonde, semplicemente, non è più lui. Basta saperlo.
Ecco, cominciamo, benvenuti.
[simone rossi]