Passaggi per il bosco :: racconti di periferie – estate 2009
TEMA: Abbandono. Oblio. Deserto.
Tutto da farsi per poi ritornare: passare al bosco attraversando le strade della periferia. Abbandonate e desertiche.
Concorso di racconti a cura del Gruppo Opìfice.
Scadenza: 15 luglio 2009
Limiti: tra i 5600 e i 6000 caratteri spazi inclusi
I migliori racconti saranno pubblicati su opifice.it e letti durante il festival letterario Passaggi per il bosco. Lettere in musiche da periferia :: CA|18-26luglio2009
La successiva selezione porterà alla pubblicazione di un volume entro il 2010.








“tutto da farsi per poi ritornare”: francamente è quanto di meno motivante, o di più scolastico si possa leggere prima di affrontare l’atmosfera ampia e sorprendente del racconto (sia come autore che come lettore): per inciso: io non voglio tornare da nessuna parte.
Per per rimanere in tema di poesia senza ispirazione, critico anche “Passare al bosco attraversando le strade della periferia. Abbandonate e desertiche”: le strade non sono desertiche, anzi sono fin troppo affollate, e a volte, per qualcuno, è difficile perfino abbandonarle…
Pensateci
davide
Caro Davide,
il tuo intervento è stimolante perchè ci dà l’opportunità di chiarire meglio il lavoro e l’impegno che ci accompagnano da anni. Fare per poi ritornare è quanto di più costruttivo possa esserci per la nostra idea di contemporaneità che abbraccia non solo la scrittura ma anche la posizione etica e morale che riteniamo di avere come esseri nel mondo.
*Fare* è azione costante, è un ponte, una rete di intenti e di sinergie, prima di tutto. Fare comporta una *pars costruens* che non si ferma alla demolizione di ciò che è già dato ma anzi si pone come punto di vista costruttivo verso un futuro (e dunque un progetto) teso al ritorno come riflessione sul reale.
Sulle *strade affollate* come darti torto? Da parte nostra c’è l’assoluta consapevolezza di ciò che accade, della critica prima di tutto. Eppure non potrai non convenire sul fatto che il nomadismo e la periferia sono (fuor di letteraria metafora) assolutamente ascrivibili ad un territorio ormai senza alcuna connotazione specifica. Sul multiculturalismo o sul pensiero meticcio (viene in mente, uno per tutti, Anthony Appiah) possiamo dilungarci largamente e se ce ne sarà occasione potremmo certamente farlo, insieme a te se vuoi.
Auguri per tutto e se non vorrai passare per il bosco che almeno la *radura* possa tornarti più utile
qui un passaggio per il bosco:
http://www.opifice.it/index.php?option=com_content&task=view&id=747&Itemid=50
Cara alessandra123, ti ringrazio di avermi raccontato le tue ragioni con tale precisione che qualche sospetto sull’ideatore della trama adesso ce l’ho..e del simpatico invito a passare per la radura che come abitante di una città della pianura padana posso solo apprezzare.
Seriamente, grazie soprattutto per aver animato un po’ il dibattito che l’avviso: “Commenting is a privilege, not a right” mi faceva ritenere cosa improbabile.
Salute a te!
A Gino rispondo che dopo aver letto il pezzo di Claudio Ughetto mi sono reso conto che il bosco andata e ritorno non fa per me. Forse perchè la mia idea di ribelle non contempla ragione ne equilibrio, non rassicura i nostalgici della canna ne incoraggia i fanatici del manganello, non ha risposte ma cerca domande e contaminazione; o semplicemente, perchè non mi va più di attendere leggendo Proust e Rabelais (meglio di Cervantes secondo me
Un saluto da milano
davide
ps.: in bocca al Nautilus
Ma deve essere proprio proprio di 6000 battute al massimo , se è un pò più lunghetto proprio non fa ?
Grazie e Ciao